Ovidio: dopo la “relegatio”, arriva la “riabilitazione”

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La storia racconta che Publio Ovidio Nasone fu costretto alla “relegatio” a Tomi, dove poi si spense. Ora l’assise civica capitolina si prepara a revocare il decreto emesso dall’imperatore Augusto nell’ormai lontanissimo ottavo secolo avanti Cristo. Il Comune di Roma ha deciso in questo modo di omaggiare il poeta sulmonese nell’anno del Bimillenario dalla morte. La notizia è riportata nel quotidiano Il Centro.

A tal proposito il presidente del Consiglio comunale del Campidoglio ha incaricato gli uffici comunali di preparare un’apposita mozione che sarà portata all’esame dell’Assemblea. La condanna alla relegatio, secondo il diritto romano, veniva comminata a conclusione di un processo pubblico e poi ratificata dal Senato. Nel caso di Ovidio, la decisione fu presa dall’imperatore Augusto.

Un provvedimento che nella sua città natale era già stato auspicato da diversi anni. Correva il 2011 quando questa proposta fu avanzata dal Rotary Club di Sulmona, ideata e scritto dal professore Giuseppe Martocchia, docente di Lettere nel Liceo Classico Ovidio, dal professore Raffaele Giannantonio e dalla professoressa Palma Crea Cappuccilli, già docente nel Liceo Classico Ovidio. L’anno dopo anche il Consiglio comunale di Sulmona deliberò all’unanimità la richiesta di revoca della condanna di Ovidio, inviando la delibera al Consiglio comunale capitolino.

Ora si aspetta solo la seduta del Consiglio comunale di Roma che deciderà la revoca della condanna e quindi la riabilitazione postuma del poeta sulmonese. Nell’occasione sarà ovviamente presente anche una nutrita rappresentanza della Valle Peligna.

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