Le opere della maturità

Metamorfosi

Le Metamorfosi sono un'opera di ben 15 libri, che raccoglie miti e culture di epoche differenti.  Il metro utilizzato è l'esametro dattilico. Prendendo spunto dalla Teogonia di Esiodo, ma ancora di più dagli Aitia di Callimaco, le Metamorfosi sono un poema universale, un poema collettivo.

Sono due gli eventi che scandiscono la cronologia dell'opera: il caos da cui tutto ebbe inizio e l’apoteosi di Giulio Cesare, che termina con la glorificazione di Ottaviano Augusto. Il resto della trama, è bene sottolinearlo, è un intreccio tra vicende storiche e mitiche. Quest’ultime non vengono ordinate temporalmente ma sono diversi i filoni con cui vengono legate, ad esempio per motivi geografici, analogia delle metamorfosi, analogia delle tematiche, ecc. Le principali caratteristiche sono la grande varietà del contenuto, come sopra accennato, e cioè lo scambio continuo tra elemento storico e mitico e la mutevolezza di stile: il tipico tono dell'elegia amorosa viene con grande maestria inserito nelle descrizioni mitiche.

Ovidio utilizza diverse tecniche narrative: la storia nella storia, cara anche ad Apuleio e una altamente fotografica, tanto è che Calvino parlerà delle Metamorfosi come principio della cinematografia. Infine è nuova l’immagine del suo eroe, lontano da quello omerico, un semideo, invincibile; la figura eroica ovidiana è immatura ed è costretta a subire il destino che lo porterà a perdere la sua umanità per relegare il suo animo in un vegetale o in un animale.

Fasti

Un'opera che doveva raggiungere i dodici libri, ma interrotta dall'esilio è giunta fino al sesto, precisamente al mese di giugno. Si tratta di poesia civile: tracciare usi e costumi antichi dei latini, seguendo la traccia del calendario romano. L’importanza dei Fasti risiede nell’accettazione e nella valorizzazione del programma augusteo.

Infatti, l’opera fa cardine sul ritorno al mos maiorum (letteralmente “costume degli antenati) e sull’elogio della vita semplice. Lo sfondo è un ambiente bucolico, intarsiato ad uno spiccato interesse per il mondo antico e valori religiosi. Si narra che quest’opera fu buttata alle fiamme dallo stesso Ovidio al momento della partenza da Roma, ma fu salvata da alcuni amici del poeta.