Roma riabilita Ovidio: il sommo Poeta è innocente

Pubblicato il Pubblicato in Notizie

Ci sono voluti duemila anni ma alla fine Ovidio ha avuto ciò che meritava. La riabilitazione del Sommo poeta ora è ufficiale attraverso la revoca del suo esilio, dopo che era stato bandito dalla città di Roma dall’imperatore Augusto. La lieta notizia è arrivata con l’approvazione in Campidoglio di una mozione che impegna l’Amministrazione capitolina a promuovere ogni utile iniziativa affinché si proceda all’adozione dei “necessari provvedimenti per recepire la sentenza di assoluzione e revocare la ‘relegatio’ a Publio Ovidio Nasone riconoscendo la riabilitazione del poeta e restituendo allo stesso la libertà, la dignità civica e l’arte universale nonché al coinvolgimento delle nuove generazioni alla conoscenza del percorso di vita del poeta al fine di favorirne la partecipazione attiva alla cerimonia di assoluzione”.

In sostanza, dopo due millenni, si è voluto porre rimedio al grave torto subito da Ovidio, procedendo alla revoca del decreto con cui l’imperatore lo aveva mandato in esilio a Tomi, nell’anno 17 d.C.. La mozione è stata approvata all’unanimità dall’Assemblea nell’anno della ricorrenza del bimillenario della morte. Una sorta di “regalo di compleanno” auspicato in primis dalla sua città natale, Sulmona.

Dalla Valle Peligna, infatti, è partito l’iter di riabilitazione nel momento in cui la sua città natale ha ratificato la sentenza di assoluzione emessa sei anni fa in appello da una corte di insigni giuristi, composta dal locale Rotary Club. Il documento è stato approvato dall’Aula che, recita la mozione, rappresenta “idealmente la continuità storica del Senato e del Popolo di Roma” e pertanto si ritiene essere titolata ad esprimersi.

Sulmona, però, non ha avuto mai dubbi sull’innocenza del Sommo Poeta. L’imperatore lo aveva bandito da Roma senza un regolare processo. In base al Diritto romano, infatti, la “relegatio” andava comminata a seguito di un pubblico processo e ratificata dal Senato. Augusto, invece, decise da solo. E si guardò bene dal revocare il decreto.

Ma nel tempo, i suoi concittadini hanno capito come la figura di Ovidio andasse “riabilitata” e fatto di tutto affinché il loro illustre concittadino fosse considerato innocente, assolvendolo in toto persino in un doppio processo, prima nel 1967 e poi nel 2011. Ma l’ultima parola spettava solo a Roma, per l’esattezza all’Assemblea Capitolina. Ora, nell’anno del Bimillenario, il grande sogno di Ovidio è finalmente diventato realtà.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *